sabato 21 febbraio 2009

Presentazione libro in Spagna

Presentazione del libro IL CAMMINO DEL VENTO a Malaga.
Nella foto l'autore con il Console italiano in Spagna

venerdì 20 febbraio 2009

Verso il Sole Bianco

Prefazione

Le vicende umane, spesso apparentemente simili, ma tutte puntualmente e profondamente diverse l’una dall’altra come le foglie di un albero o le impronte digitali, seguono dei percorsi imprevisti quanto imprevedibili, guidate dai fili invisibili di un grande burattinaio, laico o divino che sia, sadico e generoso allo stesso tempo, che se a volte sembra godere delle disgrazie altrui, in altre occasioni elargisce doni e privilegi a chi gli pare.
Questa valutazione sembrerebbe escludere che gli avvenimenti possano essere influenzati, modificati e corretti dal libero arbitrio presumibilmente presente in ogni essere umano. È la storia del destino, della predestinazione, delle coincidenze e dei disegni divini, a seconda degli orientamenti filosofici o religiosi di chi la racconta.
Sta di fatto che ogni incontro non è mai casuale, i percorsi si incrociano nei luoghi e nei momenti più opportuni come le sinapsi cerebrali, scandendo le nostre esistenze e il loro tracciato naturale o soprannaturale, che forse sono la stessa cosa. In in un certo senso, è anche quanto affiora dalla lettura di questo suo nuovo libro, che Piercarlo Maria Savini - con rara sensibilità narrativa e
ispirandosi a fatti e misfatti reali facilmente riconoscibili dagli “addetti ai lavori”, attraverso un intelligente intreccio che tiene in sospeso dall’inizio alla fine della lettura - ha voluto dedicare al tema della ineluttabilità, dello sgomento e del dolore dell’anima, per poi lanciare dei potenti
messaggi di condanna e di catartica certezza.
È la cronaca, a volte necessariamente puntigliosa per efficacia narrativa, di un intreccio armonioso sempre in bilico fra terra e cielo, fra imminente e immanente, fra esperienze spirituali di straordinaria efficacia, di forza d’animo e di scoramento, di delusioni e di lancinanti
sofferenze. Ma anche di spietata condanna per quella particolare forma di stupidità umana, più diffusa di quanto si creda, soprattutto in certi ambienti di lavoro cui l’autore chiaramente si riferisce, che trova nella ferocia la sua più squallida espressione e il suo maggiore strumento di sopraffazione, di basso privilegio e di inganno. Un intreccio nel quale i personaggi, appropriandosi di un protagonismo pirandelliano che sembra sfuggire perfino al controllo dell’Autore, si muovono nella scena con assoluta autonomia, imponendo perfino ciò che potrebbe sembrare
incredibile, interpretando a braccio scene reali, momenti di straziante disperazione, situazioni toccanti, sentimenti profondi in costante alternanza emozionale, per convincere, coinvolgere e trascinare il lettore in una successione di passioni, oltre il limite dell’umanamente possibile, eppure così vero.
Un’alternanza fatta di indignazioni, di paure, di incertezze e di speranze, rese a volte viscerali dalla inevitabile immedesimazione di chi si appassiona alla lettura. Per raggiungere il suo scopo, l’autore abbandona il meccanismo della fantasia, anzi lo dichiara apertamente, facendo partire il libro dalla nascita del protagonista, con l’echeggio del suo vagito neonatale, quasi per affermare un concetto di verità ineluttabile come è quello della venuta al mondo, dando vita in quel preciso momento anche al meccanismo narrativo.
Il libro, insomma, nasce esattamente assieme al suo protagonista e si sviluppa lungo una trama ben articolata, piena di opportuni raccordi e riagganci che danno respiro alla narrazione - senza mai perdere efficacia - strutturata come un mosaico di saggezza, utilizzando vasti frammenti di vissuto faticoso e difficile, ma non per questo meno veri.
La verità, sembra affermare l’autore in ogni pagina del libro, non è quella che vogliono gli altri, ma quella che uno ha vissuto sulla propria pelle. Anche quando è improbabile, anche quando sembra pura fantasia.
L’autore si serve senza riserve del metafisico e perfino della morte, vera o simbolica, come
catalizzatori di concetti terreni che altrimenti resterebbero vaghi. Il soprannaturale, reso così disarmante, diviene naturale e vero perché tale lo rende Piercarlo Maria Savini
e carica di pathos lo scorrimento della storia.
L’autore affronta i temi più delicati e profondi con semplicità, senza malizie professionali, non per stupire o affascinare, ma solamente per amplificare alcuni punti essenziali che gli stanno a cuore, per dare forza ai suoi concetti, per demolire l’immagine falsa e sacrale di certi personaggi traboccanti di miseria morale, per caricare l’atmosfera di aspettativa e di curiosità, facilitando
l’assimilazione e la maturazione di conclusioni che poi, alla fine, lascia all’intelligenza del lettore.
Non mancano momenti, sicuramente autobiografici, di forte commozione, di struggente sgomento per la perdita di grandi affetti, per la dipartita traumatica di persone care.
Momenti della verità, in cui vengono fuori i valori della forza interiore che tutti hanno e pochi usano.
Ed è significativo che alcuni personaggi trovino la morte nel corso della narrazione. Ma, stranamente, questo libro non è un libro sull'interruzione della vita, anzi ogni volta avviene qualcosa che rivitalizza i rapporti, li rinnova, li trasforma da negativi a positivi, rivelando in continuazione una vena sottile di cauto ottimismo. La morte è vista come simbolismo, che diventa quasi un pretesto per lasciare dei messaggi di speranza, assieme a suggerimenti e rivelazioni che in questo modo, provenendo da chi non c’è più, diventano subito veri e utilizzabili da chi resta, per proseguire più consapevolmente nel cammino della vita.
Quest’ultimo libro di Piercarlo Maria Savini, riafferma il suo esclusivo stile: fresco e semplice, accattivante e coinvolgente, che sa perfettamente coniugare una forma letteraria garbata e discreta con quella aggressiva, acuta e precisa di condanna e di denuncia.
Giulio Rosi
Scrittore e giornalista

mercoledì 11 febbraio 2009

IL CAMMINO DEL VENTO

" Gli avvenimenti inspiegabili accadono realmente, perchè le cose avvengono indipendentemente da ogni umana volontà.
Esiste sempre una precisa ragione, perchè essi si manifestano.
Niente capita per caso, nè esistono le coincidenze.
Tutti gli eventi, apparentemente slegati tra loro, sono uniti da un unico filo conduttore.
I personaggi e i fatti di qesto libro, puramente immaginari, sono legati da quel filo."
L'autore


"Come scrive giustamente l'Autore, nella sua breve ma efficace introduzione, gli eventi della vita, spiegabili o misteriosi, succedono "indipendentemente da ogni volontà umana" e sembrano collegati tra loro da una sottile ragione che spesso possiamo valutare solo con il passare del tempo.
Il destino gioca un ruolo fondamentale e "niente capita per caso" come ai protagonisti di questo romanzo di Piercarlo Maria Savini.
Nelle stade della vita, nelle atmosfere delle nostre aspettative, nel mondo dei nostri sogni, l'mmaginazione dell'Uomo può spaziare senza cinture di sicurezza, senza reti di protezione, fino a giungere alla visione ultima del vivere.
I vari percorsi dell'esistenza nel difficile cammino dell'uomo vengono analizzati, ripensati, rivissuti, scandagliati con salti temporali per dar modo di comprendere fino in fondo il "significato più profondo" del succedersi delle cose.
Ecco allora che l'attraversamento della vita, il senso dell'esistenza, la necessità di ascoltare il proprio cuore non sono altro che la faccia visibile del dispiegarsi del percorso:la vita e la morte, la felicità e il dolore, la consapevolezza che tutto ciò che accade è unito da un unico filo, il destino.
Pierarlo Maria Savini riesce a dar corpo ad un romanzo che è espressione d'una inesauribile ricerca da parte del protagonista di un senso della vita, della visione salvifica dell'amore, simbolo della rinascita di un Uomo.
Le esperienze esistenziali emergono dalle luci e dalle ombre che costantemente fanno parte del percorso di ogni essere umano e l'Autore sparge a piene mani, come un seminatore di saggezza,la necessità della nobiltà del proprio procedere nei giorni offerti dalla vita per essere migliori. La forza delle sue parole genera dolcezza, offre spunti per analizzare il mondo interiore e proiettare all'esterno ciò che veramente si vuole, si desidera, si brama ardentemente: ciò che scaturisce è l'immagine di un uomo con la sua dignità che regala sempre un importante ammaestramento.
Massimo Barile
critico letterario casa editrice Montedit